Chi sono

Alessandro Zunino (Genova, 1964), fotografo e filmaker, inizia la sua carriera come rilevatore di beni culturali, collaborando con editori, enti e musei in tutta Italia. Nel 1995, proprio con Palazzo Reale, realizza le immagini per la guida del museo, ristampata recentemente e nel 2018, in occasione della campagna che realizza per il catalogo della mostra su Anton Maria Maragliano, torna a un vecchio amore: fotografare la scultura.
Dalla fine degli anni ’90  al 2005 si dedica ad un proprio percorso che lo porterà ad occuparsi di reportage di danza e spettacolo collaborando con grandi personaggi, enti e compagnie internazionali come Linday Kemp, LUCIANA SAVIGNANO, MAXIMILIANO GUERRA, RAFFAELE PAGANINI, ATERBALLETTO, CAROLYN CARLSON, MOMIX, KATAKLO’, TEATRO di SARDEGNA. VITTORIO BIAGI, LUCIANO CANNITO, ANGELIN PRELIOCAJ, MAGUY MARIN, ARNOLDO FOA’, ENRICO RUGGERI, ANTONELLA RUGGIERO, CLAUDIO BISIO, ASCANIO CELESTINI. PAOLO ROSSI. BRUNO LAUZI. LUCA BIZZARRI, GIAN MARIA TESTA, VITTORIO STORARO, PAOLO BONACELLI, CARLA SIGNORIS, DARIO VERGASSOLA, TEATRO ALLA SCALA MILANO, TEATRO NUOVO TORINo, Nueva Compagnia Tangueros
In questo periodo molte sue immagini vengono pubblicate su quotidiani e periodici nazionali e internazionali (L’Espresso, La Repubblica, La Stampa, New York Times …) ed escono due libri monografici: “Visages et Mouvements” e “I ritratti e il corpo che …”  editi da Tormena e un catalogo “Making Romeo e Giulietta” edito da Teatro Nuovo Torino.
Dal 2005 al 2012  dedica parte della sua attività professionale al video e al cinema documentaristico e di fiction.
Realizza corto-metraggi, medio-metraggi e videoclip (Enrico Ruggeri, Andrea Mirò, Gian Maria Testa) e un lungometraggio, “Lost in Laos”, che coincide con l’inizio dell’attività di fotografo in viaggio (piuttosto che di viaggio).  Dal 2008 si reca regolarmente in Asia, soprattutto nel sud-est e in Laos, luogo che conosce profondamente. “Lost in Laos”, con Carla Signoris, Dario Vergassola attori non protagonisti, è stato prodotto nel 2012/13 e selezionato e premiato a diversi festival internazionali come Montreal, Barcellona, Pune (India), Roma e Milano.

Realizza in Asia reportage su Karnataka, Sri Lanka, Laos, Turchia che diventano nel 2017 una mostra e un catalogo dal titolo “Road to the East”

Nel 2018 realizza un reportage di “ricerca personale” in medio formato analogico a Madeira e una sua immagine, “Wires and Pigeons”, viene selezionata come finalista del Sony World Photography Awards 2019, tra gli otto fotografi italiani ammessi.

Dal 2017 lavora ininterrottamente su un progetto in Laos: le conseguenze ambientali e le ricadute sulla popolazione delle costruzioni di dighe idroelettriche cinesi sul Mekong e i suoi affluenti. 

Nel 2021 esce il volume “Laos all’ombra delle dighe” edito da Il Canneto Editore con prefazione di Pietro Tarallo e una mostra omonima che, dopo esposizioni parziali a Massa e Chiavari (Ge), nel febbraio/marzo 2022 tocca Genova a Palazzo Grillo raggiungendo 900 visitatori in venti giorni.

“Spazzati dal vento. Storie di autodeterminazione tra le etnie di montagna del Sud-est asiatico, dalla Cambogia al Tibet”, è il nuovo progetto a cui sta lavorando. Ispirato al libro “L’arte di non essere governati” del famoso antropologo americano James C. Scott, con il quale è in contatto. Il lavoro - compatibilmente con le condizioni pandemiche - dovrebbe iniziare nell’estate 2022.